Tipologie di costo

Classificazione dei costi

In economia viene definito come “costo” di un bene (o servizio) la spesa che l’azienda deve sostenere per la produzione del bene (o servizio) stesso. L’imprenditore deve sapere come nascono e si comportano i costi nel corso di erogazione del servizo di ospitalità, di consguenza capire e avere ben presente come classificare i costi nel processo gestionale è di fondamentale importanza.

Esistono varie possibili classificazioni dei costi, a noi basterà conoscere le due pricipali che sono:

  • classificazione in base al modificarsi del costo, e vede i costi dividersi in:
    • costi fissi
    • costi variabili
  • classificazione in base all’oggetto di analisi, che vede i costi dividersi in:
    • costi diretti
    • costi indiretti
  • classificazione in base al momento di calcolo, che vede i costi dividersi in:
    • costi standard
    • costi consuntivi

Le prime due classificazioni hanno origini diverse, quindi non sono collegate fra loro ma possono combinarsi. Quindi avremo costi fissi diretti e costi fissi indiretti, costi variabili diretti e costi variabili indiretti.

Costi fissi e costi variabili

Costi fissi: il nome identifica le qualità del tipo di costo, i costi fissi sono tutti quei costi il cui ammontare non cambia in funzione della quantità di beni prodotti o servizi erogati. L’esempio di costo fisso che più spesso viene proposto è quello dell’affitto: l’importo totale dell’affitto infatti non cambia sia che noi non riusciamo a vendere nemmeno una notte sia che noi abbiamo una occupazione peri al 100%.

Quindi per rappresentare graficamente questo tipo di costo considerandolo nella sua totalità (costo fisso totale) utilizziamo una linea retta, come si capisce dalla figura accanto la linea retta sta ad indicare che per ogni valore di camere vendute il costo non cambia.

Cosa diversa accade se vogliamo calcolare e rappresentare il costo fisso unitatio, infatti in questo caso all’aumentare delle camere vendute il costo dell’affitto per ogni singola camera andrebbe a diminuire ogni ulteriore unità venduta in più. Graficametne non abbiamo più una retta orizzontale ma una curva che si abbassa all’aumentare del numero delle camere vendute.

Costi variabili: a differenza dei costi fissi l’ammontare dei costi variabili varia in funzione della quantità prodotta e ovvimente la variazione è in aumento. In questo casi infatti mentre il costo variabile unitario rimanane costante il costo variabile totale aumenterà all’aumentare della quantità di servizio erogato.

Per fare alcuni esempi di costi variabili: i beni alimentari, i set di cortesia, i costi della lavanderia. La variazione del costo rispetto alla quantità di servizio erogata può essere più o meno proporzionale. Soprattutto nei casi in cui si riescono a fare delle economie di scala si avrà che l’aumento del costo variabile totale non andrà di pari passo con l’aumento delle camere vendute, bensì più lentamente.

Esiste anche una terza tipologia di comportamento dei costi, faccio riferimento ai costi semivariabili (o semifissi) che sono quei tipi di costo che si presentano in funzione di determinati scaglioni di camere vendute, oppure che hanno una parte che comunque risulta essere indipendente dalle persone ospitate e una parte che invece è oggetto del consuo degli ospiti. Per fare un esempio le spese per energuia elettrica per la quale una quota serve amantenere acceso e operativo l’hotel indipendentemente dalle prefenze ospitate, e una quota viene consumata dagli ospiti in camera e dagli altri reparti dell’hotel per garantire un soggiornon confortevole.

Costi diretti e costi indiretti

Costi diretti: sono quei costi che possono eessere attribuiti ad un reparto alberghiero grazie ad una oggettiva misurazione del valore di costo utilizzato. un esempio di costo diretto è il costo dei beni alimenrati che è direttamente imputabile al comparto F&B, ancora il costo della biancheria può essere misurato e imputato direttamente al comparto camere.

Costi indiretti: sono i costi che non possiamo assegnare in maniera oggettiva a nessun reparto in hotel, e l’attribuzione deve avvenire necessariamente con metodi soggettivi, un esempio classico di costi indiretti è il costo dell’amministrazione. Il medoto soggettivo di ripartizione è diverso per ogni tipo di costo (ore di lavoro per il personale, cubatura per le utenze gas) e questo aumenta ulteriormente la complessità di poter avere una attribuzione corretta.

Costi standard e costi a consuntivo

Costi consuntivi: sono i costi che vengono individuati quando viene misurato il valore economico delle risorse che sono state già impiegate nell’ambito della gestione e quindi, partendo da dati oggettivi, si è in grado di analizzare a consuntivo il valore di questi costi.

Costi standard: sono costi determinati ex-ante, per esempio in fase di pianificazione, di programmazione o di budgeting e, sulla base di stime di serie storiche o di ipotesi di funzionamento operativo. Il costo standard corrisponde al costo che un’impresa stima di dover sostenere per realizzare un prodotto o  un servizio a livello unitario. Il calcolo del costo standard nasce dal bisogno di avere un valore di riferimento da utilizzare per: la decisione di un preventivo di vendita; la definizione del prezzo da inserire a listino e per la costruzione del budget.

Costo medio e costo marginale

Esistono poi delle combinazioni di costo che, rapportate alla quantità di bene o servizio prodotti , fungono da indicatori ed hanno un valore informativo molto importante. Faccio riferimento al costo medio e al costo marginale.

Calcolare il costo medio singnifica dare risposta alla domanda “quanto mi costa in media una camera?” In ambito alberghiero si sintende costo medio di una camera la somma dei costi fissi unitari e costi variabili unitari imputabili alla camera. I costi variabili sono identificati a livello unitario mentre per i costi fissi occorre effettuare un calcolo. Per convenzione quanto si parla di costo fisso per camera si fa riferimento al risultato della divisione tra il totale dei costi fissi e il totale delle notti camera disponibili nel periodo di tempo che si sta analizzando. questa soluzione però risulta imprecisa o comunque fuorviante inquanto non sempre tutte le camere sono occupate, sarebbe quindi più preciso dividere il totale dei costi fissi sostenuti per il numero di notti camera vendute. Quindi ponete molta attenzione all’utilizzo di questo indicatore.

Molto più interssante risulta essere il costo marginale che risponde alla domanda “quanto mi costa vendere una camera in più?”. Il valore del costo marginale infatti rappresenta il costo da sostenere per la vendita di una camera aggiuntiva, se ad esempio ho già venduto 50 camere, il costo marginale mi dirà quanto costerà occupare anche la cinquantunesima tenendo conto del livello di occupazione delle camere per il calcolo del costo fisso unitario e dei costi variabil iassociati alla camera.

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